p 134 .



Paragrafo  13 . 18 fruttidoro 1797: un colpo di stato per  salvare  la

repubblica e l'egemonia borghese.

     
In Francia frattanto l'approvazione della costituzione e le successive
elezioni  non avevano portato stabilit: i monarchici avevano ottenuto
un  significativo successo elettorale, mentre il Direttorio era  stato
formato  da  cinque cosiddetti "regicidi", come erano chiamati  coloro
che  avevano votato la condanna a morte di Luigi sedicesimo, che  per
erano  tra  loro  divisi. Nel frattempo la situazione  economica,  pur
alleviata dagli afflussi finanziari provenienti dai paesi occupati,

p 135 .

[Cartina non riportata: L'espansione della Francia rivoluzionaria  tra
il 1789 e il 1799].


p 136 .

restava  grave:  inflazione  e  crisi monetaria,  deficit  pubblico  e
speculazione  rendevano particolarmente dure  le  condizioni  di  vita
delle  masse  popolari,  favorendo la  ripresa  delle  agitazioni  dei
sanculotti e dei giacobini.
     Questi  ultimi  erano tornati a riunirsi in  club,  grazie  anche
alla   tolleranza   del   Direttorio,  che  li   usava   in   funzione
antimonarchica.  Al  loro interno si stavano  per  diffondendo  nuove
tendenze  e  nuovi  programmi, che si proponevano  non  pi  solo  una
eguaglianza  giuridica  e politica ma anche e  soprattutto  economico-
sociale. A questa mirava Franois-Nol Babeuf (detto Gracco,  da  Caio
Gracco tribuno romano del secondo secolo avanti Cristo), che organizz
una   congiura,  detta  "degli  eguali",  diretta  ad  instaurare  una
dittatura  rivoluzionaria  che  avrebbe  dovuto  erigere  una  societ
fondata  sul  comunismo dei beni. La cospirazione venne  scoperta  nel
maggio  del  1796  grazie ad una delazione; Babeuf venne  catturato  e
ghigliottinato  un  anno  dopo. Tra gli  ideatori  figurava  anche  il
toscano  Filippo  Buonarroti,  seguace di  Robespierre,  che  sub  la
deportazione  e  che si distinguer in seguito nell'organizzazione  di
societ segrete di ispirazione democratica.
     Dopo  la  repressione della congiura degli eguali  la  situazione
divent  favorevole per i monarchici: speculando sulla crisi economica
e   sulla   preoccupazione  generata  dalla  ripresa   del   movimento
democratico  e avvantaggiati dal sistema elettorale a base censitaria,
essi  conseguirono un importante successo alle elezioni del marzo 1797
per  il  rinnovo di un terzo dei Consigli. Il Direttorio, nel quale  i
repubblicani  mantenevano la maggioranza, dovendo contrastare  con  un
parlamento  composto  in  gran  parte  da  monarchici,  si  trov   in
difficolt  e  decise  di attuare un colpo di stato  con  il  sostegno
dell'esercito. A Parigi affluirono le truppe sia dell'armata del  Reno
del  generale  Louis-Lazare Hoche sia quelle dell'armata  d'Italia  di
Napoleone Bonaparte, che il 4 settembre (18 fruttidoro) occuparono  la
citt. I principali esponenti monarchici vennero arrestati e deportati
in   Guiana,  le  elezioni  nei  dipartimenti  che  avevano  dato   la
maggioranza ai monarchici furono annullate, e segu il varo  di  leggi
eccezionali per reprimere ogni forma di opposizione.
     La  repubblica  era  salva,  ma  in  essa  si  affermavano  nuovi
protagonisti:   i   capi   militari,  ormai  indispensabili   per   la
salvaguardia    delle   istituzioni   repubblicane   e   dell'egemonia
borghese. Tra questi, dopo la morte improvvisa del generale Hoche,  si
stava  imponendo  Napoleone Bonaparte, forte del prestigio  guadagnato
con  le vittorie conseguite in Italia contro gli eserciti della  prima
coalizione.
